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E Hemingway - Le Nostre Parole

LE NOSTRE PAROLE è il nome che abbiamo dato al nostro blog.
Non è stata una scelta banale, e neanche una decisione spinta dalla disperazione.
L'abbiamo scelto perché con le nostre parole volevamo riempire questo spazio virtuale e scambiare opinioni con le vostre parole.
In realtà, però, non abbiamo mai espresso completamente la nostra opinione di ciò che leggiamo, un po' perché gli argomenti sono vasti e i libri lunghi, e un po' perché non ci abbiamo mai pensato davvero.
Vogliamo cominciare, quindi, con questa rubrica a cadenza indeterminata, in cui commentiamo poesie o citazioni che ci hanno colpito e fatto riflettere.


Un paio di ore fa stavo scuriosando su internet, e, immagino come molti di voi, sono capitata su quest'immagine (la condivido qui sotto). Oltre al fatto che conoscevo questo disegno di Paula Bonet, artista che stimo moltissimo, mi sono soffermata un paio di secondi per la frase.


Sono subito andata a cercare su internet di cosa si trattasse, dal momento che non sapevo Hemingway avesse scritto anche poesie.


Tu non sei i tuoi anni

né la taglia che indossi,
non sei il tuo peso
o il colore dei tuoi capelli.
Non sei il tuo nome,
o le fossette delle tue guance,
sei tutti i libri che hai letto
e tutte le parole che dici.
Sei la tua voce assonnata al mattino
e i sorrisi che provi a nascondere,
sei la dolcezza della tua risata
e ogni lacrima versata,
sei le canzoni urlate così forte
quando sapevi di esser tutta sola,
sei anche i posti in cui sei stata
e il solo che davvero chiami casa,
sei tutto ciò in cui credi
e le persone a cui vuoi bene,
sei le fotografie nella tua camera
e il futuro che dipingi.
Sei fatta da così tanta bellezza
ma forse tutto ciò ti sfugge 
da quando hai deciso 
di esser tutto quello che non sei.


Penso sia una delle poesie che mi abbiano più colpito dell'ultimo periodo. 
Qualcuno potrebbe dire che è superficiale, perché, in effetti, il linguaggio e il modo di esprimersi è molto diretto. Ma credo che la bellezza di questa poesia stia anche, e soprattutto nel fatto che le parole ti arrivano dritte sin dal primo verso. 

Perché noi non siamo numeri, non siamo il nostro aspetto fisico, e neanche il nome che ci hanno dato. Noi siamo quello che ci siamo creati, quello che abbiamo cantato e urlato a squarciagola e dal profondo del cuore. Noi siamo ciò che la nostra anima è, ciò che abbiamo visto, detto e provato. Siamo quello che vogliamo nascondere, quello che non abbiamo il coraggio di mostrare, forse per paura che qualcuno ci scopra o perché sappiamo saremmo troppo per essere vero.
Siamo le nostre speranze, i nostri sogni, le nostre passioni, la nostra saggezza e le nostre paure.
Sì, siamo paure, e, non rendendocene conto, ci convinciamo di essere tutto ciò che non siamo. 

Commenti

  1. sei le canzoni urlate così forte
    quando sapevi di esser tutta sola,
    sei anche i posti in cui sei stata
    e il solo che davvero chiami casa

    bellissime parole davvero!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E ascoltando Breathe me, dei versi così, hanno ancora più significato :)

      Elimina
  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  3. "Noi siamo quello che pensiamo". Che ne dici?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche questa frase è bellissima!
      Siamo quello che pensiamo, quello che crediamo. È questa la nostra bellezza.

      Ogni volta che leggo questa poesia, mi piace sempre un po' di più!

      Grazie, Cristina :) ♥

      Elimina
  4. Cristina Bianca Maria. Oppure, se preferisci, www. papesatanaleppe.altervista.org: serve per i miei studenti, ma attualmente non insegno. Ciao.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Andremo sicuramente a dare un'occhiata :)

      Elimina
    2. Grazie ragazze. Sappiatemi dire se è troppo difficile per gli studenti delle medie/superiori.

      Elimina

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